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Una delegazione dell’associazione Sativa Molise ha consegnato, il 4 Luglio ore 12, alla giunta del comune di Castel Petroso un dono particolare per il Santo Padre.

Il dono è composto da un saio realizzato in canapa antica tessuta a mano e un cesto di prodotti, alimentari e non, a base di canapa.il giorno successivo l'amministrazione ha deciso di farci un regalo immenso ci ha consentito di far recapitare personalmente al santo Padre il cesto attraverso le mani di una bimba di nome Sara ,figlia del presidente dell'associazione Rosario Scotto.

L'associazione ha partecipato alla realizzazione e composizione artistica dell'area nella quale il Santo Padre celebrerà messa , utilizzando strutture composte con piante di canapa industriale. Le piante provengono da coltivazioni dell’associazione Sativa Molise. questo ha dato anche l'opportunità di avere piacevoli conversazioni e riflessioni sul tema canapa con i rappresentanti delle forze dell'ordine i quali si sono mostrati interessati ed attenti al tema.

Fonte: Termoli TV

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Martedì, 23 Agosto 2016 06:55

Dono al Papa da parte di Sativa Molise



 

Una delegazione dell’associazione Sativa Molise consegnerà, il 4 Luglio ore 12, alla giunta del comune di Castel Petroso un dono particolare per il Santo Padre. 
Il dono è composto da un saio realizzato in canapa antica tessuta a mano e un cesto di prodotti, alimentari e non, a base di canapa. 
L'associazione ha partecipato alla realizzazione e composizione artistica dell'area nella quale il Santo Padre celebrerà messa , utilizzando strutture composte con piante di canapa industriale.
Le piante provengono da coltivazioni dell’associazione Sativa Molise.
Per info www.sativamolise.com
Facebook: SativaMolise
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Amatissimo Padre,

Voglia accettare il nostro personale benvenuto in terra molisana.
Con commossa soddisfazione cogliamo l’occasione di poterci rivolgere a Sua Santità, offrendo dei prodotti della Terra e del lavoro dei laboriosi agricoltori.
Il mondo delle multinazionali e la logica utilitarista, non attenta alle sorti del mondo, ha per decenni affaticato la terra intaccando la dignità delle persone che la lavorano. Noi crediamo che la rinascita di un mondo nuovo più giusto e meno crudele, fatto di persone che vivono in armonia, debba necessariamente ripartire dalla tutela della Terra e dal rispetto del prossimo.

Le offriamo un dono semplice e cordiale fatto di canapa e di alcuni dei suoi prodotti. Per noi di Sativa Molise questo è significativo del fatto che non v’è chi non veda, nella Sua Opera, la volontà di difendere i bistrattati dal sopruso dei forti. Non voglia sembrarLe offensivo l’accostamento della Canapa, a temi importantissimi ai quali Ella fa riferimento. Questo vuol’essere solo un simbolo: il simbolo della resistenza del povero ed onesto nei confronti della prepotenza.

La coltura della canapa ha segnato per secoli, un po’ come quella dell’Ulivo, il destino delle più grandi civiltà offrendo prosperità, grazie ai suoi tantissimi derivati, e lavoro.
Gli agricoltori e i nostri giovani sono il più grande presidio del territorio, essi lo tutelano e se ne prendono cura dando speranza in un futuro migliore. Lo spopolamento delle campagne rappresenta un dramma al quale noi vogliamo opporci con tutte le nostre forze.

Siamo convinti che questa coltura possa offrire un formidabile strumento per il rilancio dell’agricoltura sostenibile, grazie al suo positivo effetto sull’ambiente, e alla altissima qualità dei prodotti naturali che da essa si possono ricavare.

La Terra è la madre e per questo che le donne rappresentano per noi una grande leva. Con il loro lavoro con la cura e la dedizione al supporto della famiglia rendono possibile ogni cosa ed il loro ruolo è tutt’altro che marginale.

L’impegno della nostra associazione, insieme a molte altre realtà presenti in tutta Italia, è il riscatto di questa coltura che è anche cultura. Pensiamo che essa possa offrire un modello nuovo, che però affonda le sue radici in tempi antichissimi, e che possa concorrere alla diffusione di modelli di sviluppo molto più etici e sostenibili.

Confidiamo molto nella Sua benevola considerazione, Santo Padre, e speriamo di ricavarne ulteriore forza e sprono per il proseguimento di questo lungo e tortuoso cammino.

Ringraziandola per la Sua benevola benedizione.

Il gruppo di Sativa Molise.

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Il video realizzato da TG Molise, sull'associazione Sativa Molise e sulla coltivazione della canapa.

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PALATA. Il countdown nella home page del sito web ufficiale segna 67 giorni alla trebbiatura e così, in Basso Molise si potrà avere il primo raccolto di canapa interamente coltivato a Palata in ben 22 ettari di terreno.

È questa l’idea rivoluzionaria di un imprenditore di Palata che da qualche settimana ha avviato una vera e propriacoltivazione industriale di canapa della quale ha raccolto interesse una notevole quantità di media nazionali e internazionali.

A intraprendere questo percorso è l’associazione Sativa Molise, un’associazione di promozione sociale apartitica, apolitica e aconfessionale, indipendente e che non persegue finalità di lucro. I principi ispiratori sono quelli di equità e di sostenibilità economica, sociale ed ambientale che crede “fortemente che il rispetto e la tutela dell’ambiente naturale debbano essere, oggi più che mai, una priorità nella vita di tutti noi”.

Dal proprio sito web (sativamolise.com) scrivono: “Pensiamo che l’utilizzo consapevole delle risorse naturali rinnovabili in sostituzione di quelle non rinnovabili siano fondamentali per assicurare un futuro al nostro pianeta. La Cannabis Sativa, comunemente detta canapa, si configura come una coltura strategica a tal proposito. Infatti tra tutte è quella che può fornirci prodotti agricoli ad altissimo valore ambientale e nutrizionale”; e così, a loro avviso, il tutto può essere “uno strumento vincente nel perseguire le nuove direttive comunitarie in materia di ambiente, agricoltura, salvaguardia del territorio, energie rinnovabili e  bioedilizia per citarne alcune”.

L’associazione promuove la canapa come risorsa ecologica nel settore dell’agricoltura, dell’energia, della bioedilizia, del tessile, della carta e di ogni altro possibile settore di applicazione cercando di scardinare i pregiudizi socio-culturali che si oppongono alla sua reale e massiva reintroduzione nel contesto Italiano.

“Siamo fortemente convinti – dichiarano – che la reintroduzione della canapa dipenda in parte dalla volontà politica e che in assenza di una filiera ben strutturata questa resterà solo una coltura marginale praticata da pochi appassionati sognatori. Per questo motivo ci facciamo promotori della creazione di una filiera che sia in grado di garantire il giusto riconoscimento economico ad agricoltori ed attori di filiera proteggendoli da vecchie logiche monopoliste e di sfruttamento che sono attualmente in atto su questa e tante altre nobili filiere agro-alimentari. Solo l’unione e la collaborazione possono rendere tutto ciò reale. Ci poniamo come punto di incontro, di aggregazione e di coordinamento di tutti coloro vogliano cimentarsi in questa sfida,che condividono questa visione e che vedono in tale coltura una grandiosa opportunità contro la crisi economica, sociale e morale che ci attanaglia”.

Nell’attuale annata agraria l’associazione ha seminato 22 ettari di canapa in Molise e Abruzzo nei comuni di Palata, Vasto, Montenero di Bisaccia, coinvolgendo cinque aziende che con grande spirito imprenditoriale e collaborativo hanno voluto da subito aderire ad un progetto ambizioso e non privo di rischi. “Tutti i nostri partner attuali – scrivono al proprio sito – sono aziende molisane di trasformazione agro-alimentare. Oleifici, mulini, forni, biscottifici, tarallifici e pastificitutti caratterizzati da una dimensione artigianale e da produzioni di qualità si sono messi in gioco e hanno condiviso conoscenze ed esperienze preziosissime”.

Fonte: www.termoliweb.it/155971/nuova-frontiera-per-lagricoltura-industriale-in-molise-si-coltiva-canapa

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Qual’è lo stato attuale della coltivazione di canapa in Italia e dell’industria per la sua lavorazione? Abbiamo parlato di questo ed altro con Rosario Scotto, presidente di Sativa Molise, un’associazione che riunisce aziende agricole e alimentari insieme a tecnici e imprenditori decisi a sperimentare la produttività della canapa nel territorio molisano.

Sativa Molise è una nuova realtà nel mondo della canapa industriale italiana. Chi siete e quali sono i vostri obiettivi?
Sativa Molise è stata fondata da quattro giovani che credono nella nuova generazione della canapa in Italia. Io sono il presidente, Davide Petrollino è biotecnologo e vicepresidente, Marzio Ilario Fiore è imprenditore agricolo e tesoriere, e Tarquinio Di Felice è un esperto in farine. È un’associazione senza scopo di lucro che rappresenta alcune aziende agricole decise a introdurre canapa nelle loro coltivazioni. Queste imprese rendono oggi disponibili 2mila ettari in Molise e alcune centinaia di ettari in Abruzzo per realizzare una filiera molisana della canapa, dal seme al prodotto finito a chilometro zero.

Come avete cominciato e quali ostacoli si sono presentati?
Abbiamo seminato 22 ettari per iniziare le sperimentazioni con semi di provenienza nordeuropea. In Molise la canapa è scomparsa da molti anni e quindi non erano disponibili dati utili per capire le migliori modalità di coltivazione. Le varietà rese disponibili in Italia non presentano informazioni facilmente applicabili alla realtà territoriale molisana: abbiamo infatti alcuni appezzamenti a quota mare, ma la maggior parte si trova a circa 700 metri di altitudine. Stiamo puntando maggiormente sull’alimentare rispetto alla fibra perché i costi di trasporto ad Avetrana, il più vicino impianto di trasformazione del canapulo, sono troppo elevati. Durante la sperimentazione sul campo abbiamo collaborato e coinvolto nell’associazione aziende alimentari come oleifici, forni e pastai. Per cominciare la costruzione della filiera abbiamo effettuato i primi test su macchine di lavorazione che ci porteranno fra breve a costruire i nostri primi impianti.

Qual è lo scenario agricolo molisano in cui la canapa potrebbe insediarsi?
La canapa potrebbe contribuire alla rinascita dell’agricoltura molisana e al ripopolamento del suo territorio, in particolare in un alto Molise che sta subendo lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione. Abbiamo oltre 200mila ettari abbandonati a causa della crisi nella zootecnia e altri 200mila che necessitano di una nuova coltura da rotazione. Grano, girasole, barbabietola e fieno, ad esempio, non offrono più ritorni apprezzabili, mentre la canapa potrebbe essere perfetta per la rotazione se venisse creata una filiera. Potremmo quindi guadagnare un contributo alla rinascita e alla tutela del territorio insieme a nuovi prodotti alimentari locali di alto valore nutrizionale.

Cosa succede nelle altre regioni?
In Puglia come in altre regioni ci sono belle realtà con le quali speriamo di collaborare per un’integrazione della filiera a livello nazionale oltre che regionale. Le difficoltà sono molte visto che dagli anni ’40 ad oggi l’Italia è passata dalla posizione di leader mondiale nella canapa a una produzione su circa 500 ettari non coordinati e non realmente produttivi. Nel 2002 con i campi di Caserta e Ferrara siamo arrivati per breve tempo a oltre 1000 ettari seminati, con finanziamenti europei e privati che hanno permesso di costruire gli impianti per fibra e filati. Oggi però la produzione si è fermata e i problemi riguardano la rete di imprese, le logiche di finanziamento e le leggi che regolano il settore. Se crediamo in questa coltivazione dobbiamo contarci, misurare gli ettari e capire quali sono le aziende che possono e vogliono davvero investire, sperando che il legislatore fornisca presto normative più chiare e complete.

Come potrebbe migliorare la legge sulla canapa industriale italiana?
Anche se il problema principale è il coordinamento fra operatori della filiera, è vero che manca il supporto di leggi specifiche, ad esempio per la spremitura dei semi e per l’integrazione nelle accoppiate di rotazione delle colture. C’è poi il problema del contenuto di THC per i prodotti alimentari: questo dovrebbe essere portato dallo zero attuale allo 0,2%. Il prodotto resterebbe comunque non psicoattivo ma i processi di coltivazione e lavorazione risulterebbero semplificati. La situazione legislativa attuale sta anche ostacolando lo studio genetico e la ricostituzione di varietà locali stabili.

Cosa possono fare le associazioni per aiutare la rinascita della canapa italiana?
Dobbiamo passare da una situazione direi hobbistica ad una professionale, trovando e offrendo agli agricoltori le risorse e le competenze tecniche che finora le associazioni non sono state in grado di rendere disponibili. In questi anni molti hanno acquistato semi e poi lasciato le paglie sul campo per mancanza di filiera locale e in ogni caso non è possibile puntare solo sulla fibra. In Italia, la coltivazione di 300mila ettari è un obiettivo realistico se prima si fonda un organizzazione sovraregionale in grado di convogliare le risorse per il supporto alla filiera e di prevenire qualsiasi monopolio. Ci serve un progetto in grado di coinvolgere tutti per 15 o 20 anni di lavoro a ritmi serrati e il prossimo ciclo naturale di questa coltura va affidato ai giovani. Fra loro credo che Claudio Natile (presidente CanaPuglia, ndr) abbia dimostrato sul campo di avere le competenze per un ruolo da vice presidente di un vero organo di coordinamento della canapa in Italia.

Stefano Mariani 

Fonte: www.canapaindustriale.it

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Il valore del seme di Canapa è stato riconosciuto in Italia dal Ministero della Salute con Circolare del 22 Maggio 2009.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda per la popolazione l’assunzione di acidi grassi polinsaturi omega 6 ed omega 3 in proporzione da 4/1 fino a 6/1, per prevenire o curare le malattie più diffuse nelle società moderne (colesterolo non HDL alto, trigliceridi nel sangue, diabete, artrite reumatoide, artrosi, asma, psoriasi ed eczema atopico, lupus, altre malattie autoimmuni in genere, sindrome premestruale, depressione).

I semi di canapa, che non contengono mai THC (sostanza psicoattiva utile sotto l’aspetto terapeutico), contengono naturalmente omega 6 ed omega 3 in rapporto 3/1, che in natura è quello più vicino al rapporto raccomandato dall’OMS. Analogo rapporto si trova soltanto nell’olio di pesce, che deve essere chimicamente trattato.L’associazione della assunzione di olio di semi di canapa con l’impiego in cucina di olio extravergine di oliva per condire (l’olio di oliva contiene omega 6) fa raggiungere il rapporto ottimale.

L’olio di semi e la farina di semi di canapa sono considerati dai nutrizionisti “vaccino nutrizionale”, alimento che, introdotto nella dieta giornaliera, rinforza e regola la risposta del sistema immunitario, del sistema ormonale e del sistema nervoso nei confronti delle aggressioni dell’ambiente.

Numerose ricerche hanno dimostrato l’efficacia dell’impiego dell’olio di semi di canapa in funzione preventiva per la salute. La sua assunzione in presenza di patologie e di impiego di farmaci ha dimostrato di portare a miglioramenti del quadro clinico. Naturalmente in questi casi l’impiego deve essere concordato con il proprio medico.

Il seme di canapa e gli alimenti derivati contengono altri importanti componenti tra cui in particolare proteine che comprendono tutti gli aminoacidi essenziali, in proporzione ottimale e in forma facilmente digeribile. E’ quindi alimento ideale per vegani e vegetariani.

Pubblicato in La Pianta
Lunedì, 22 Agosto 2016 16:15

Chi Siamo

L’associazione Sativa Molise è una associazione di promozione sociale apartitica, apolitica e aconfessionale, indipendente e che non persegue finalità di lucro. I principi ispiratori sono quelli di equità e di sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

Crediamo fortemente che il rispetto e la tutela dell’ambiente naturale debbano essere, oggi più che mai, una priorità nella vita di tutti noi. Pensiamo che l’utilizzo consapevole delle risorse naturali rinnovabili in sostituzione di quelle non rinnovabili siano fondamentali per assicurare un futuro al nostro pianeta.


La Cannabis Sativa, comunemente detta canapa, si configura come una coltura strategica a tal proposito. Infatti tra tutte è quella che può fornirci prodotti agricoli ad altissimo valore ambientale e nutrizionale.

La Canapa, a nostro avviso, può essere uno “strumento” vincente nel perseguire le nuove direttive comunitarie in materia di ambiente, agricoltura, salvaguardia del territorio, energie rinnovabili e  bioedilizia per citarne alcune.

In particolare promuoviamo la canapa come risorsa ecologica nel settore dell'agricoltura, dell'energia, della bioedilizia, del tessile, della carta e di ogni altro possibile settore di applicazione cercando di scardinare i pregiudizi socio-culturali che si oppongono alla sua reale e massiva reintroduzione nel contesto Italiano.

Siamo fortemente convinti che la reintroduzione della canapa dipenda in parte dalla volontà politica e che in assenza di una filiera ben strutturata questa resterà solo una coltura marginale praticata da pochi appassionati sognatori. Per questo motivo ci facciamo promotori della creazione di una filiera che sia in grado di garantire il giusto riconoscimento economico ad agricoltori ed attori di filiera proteggendoli da vecchie logiche monopoliste e di sfruttamento che sono attualmente in atto su questa e tante altre nobili filiere agro-alimentari. Solo l’unione e la collaborazione possono rendere tutto ciò reale.

Ci poniamo come punto di incontro, di aggregazione e di coordinamento di tutti coloro vogliano cimentarsi in questa sfida, che condividono questa visione e che vedono in tale coltura una grandiosa opportunità contro la crisi economica, sociale e morale che ci attanaglia.

La neonata associazione  è già all’opera per promuovere una serie di attività finalizzate alla tutela, promozione, coltivazione, trasformazione e valorizzazione della canapa nei vari settori produttivi e di utilizzo. Nell’annata agraria 2014 l’associazione ha seminato 22 ettari di canapa in Molise e Abruzzo(già Abruzzi e Molise) nei comuni di Palata, Vasto, Montenero di Bisaccia, coinvolgendo 5 aziende che con grande spirito imprenditoriale e collaborativo hanno voluto da subito aderire ad un progetto ambizioso e non privo di rischi. Accanto alla sperimentazione agricola, l’associazione è da mesi ormai all’opera per produrre olio e farina di semi di canapa. Tutti i nostri partner attuali sono aziende molisane di trasformazione agro-alimentare. Oleifici, mulini, forni, biscottifici, tarallifici e pastifici tutti caratterizzati da una dimensione artigianale e da produzioni di qualità si sono messi in gioco e hanno condiviso conoscenze ed esperienze preziosissime.

Attualmente stiamo progettando una piattaforma web che consenta di mettere in contatto tutti gli attori della nascente filiera e consumatori e che consenta di scambiare velocemente ed orizzontalmente conoscenze e problematiche anche a livello agronomico. Pensiamo che l’agricoltura 2.0 e le moderne tecnologie digitali siano indispensabili strumenti per dare forza e vigore alla creazione della filiera della canapa intesa a 360°.  Oggi possiamo realmente credere nella fattibilità di una filiera tutta Molisana e a breve saremo lieti di presentarvi e offrirvi i primi prodotti a base di canapa.

  • L'associazione ha come scopo di:

    • Promuovere la diffusione dei principi di equità e di sostenibilità economica, sociale ed ambientale. 
    • Rispettare e difendere la tutela dell'ambiente naturale attraverso l'utilizzo consapevole delle risorse naturali rinnovabili in sostituzione di quelle non rinnovabili.
    • Sussidiarietà tra i soci e tra le strutture ai diversi livelli: locale, regionale, nazionale e sovranazionale
    • Tutelare, promuovere, comunicare e valorizzare le risorse agro-alimentari e del territorio.
    • Art.1 DENOMINAZIONE E SEDE
    • Art.2 FINALITA' E SCOPI DELL’ASSOCIAZIONE
    • Art.3 I SOCI: DIRITTI E DOVERI
    • Art.4 RECESSO/ESCLUSIONE DEL SOCIO
    • Art.5 GLI ORGANI SOCIALI
    • Art.6 L'ASSEMBLEA
    • Art.7 IL CONSIGLIO DIRETTIVO
    • Art.8 IL PRESIDENTE E LE ALTRE CARICHE ELETTIVE
    • Art.9 I MEZZI FINANZIARI
    • Art.10 BILANCIO
    • Art.11 MODIFICHE STATUTARIE
    • Art.12 SCIOGLIMENTO DELL'ASSOCIAZIONE
    • Art.13 DISPOSIZIONI FINALI

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A Volturara l'incontro di Canapirpina con Rosario Scotto di "Sativa Italia"

La Pro Loco di Volturara, ospita l'incontro pubblico "La Canapa Sativa: un volano per lo sviluppo del territorio" promosso dall'associazione Canapirpina. IntervieneRosario Scotto, di Sativa Italia che illustrerà le opportunità della coltivazione della canapa industriale.

"Canapirpina a Volturara ha già realizzato un campo sperimentale per la coltivazione ad uso alimentare e ha proposto di coltivare canapa nella Piana del Dragone per le sue proprietà fitodepurative. «Nel delicato equilibrio ambientale della Piana - dichiara, intervistato in merito l'ingegnere Giovanni De Feo, dell'Università di Salerno - il principale centro di pericolo è l'affluente del depuratore. Potrebbe aiutare la realizzazione di un sistema di fitodepurazione ben progettato per l'affinamento delle acque reflue prima che queste si immettano nello stagno al centro della piana e da qui nella Bocca del Dragone, magari utilizzando canne di palude o, appunto, canapa sativa; un approfondimento scientifico in merito potrebbe essere utile».

La canapa, in realtà, ha molteplici utilizzi in campo alimentare, industriale, medico. «In Italia - afferma Rosario Scotto -, si è tornato a seminare canapa dal 1998 e dal 2005, grazie al boom dell'alimentare, la produzione è salita fino agli attuali 1000 ettari. E' una pianta molto resistente, con una lavorazione simile al grano e un guadagno un po' più alto che la rende competitiva per chi fa seminativo, ma sfatiamo un mito: non è indenne dai parassiti e va comunque effettuata una concimazione. Certo è una valida alternativa per mantenere i terreni lontani dalla chimica, visto che è una pianta a foglia larga a crescita molto veloce e, inoltre, elimina tutte le infestanti con un risparmio sul diserbante di oltre 200 euro per ettaro. In aggiunta, in rotazione, aumenta la resa successiva del grano del 15-20%. Attualmente il vero guadagno lo dà il seme. Un ettaro fornisce mediamente tra gli 8 e 10 quintali di seme e può arrivare fino a 15, con un rendimento di circa 170 euro a quintale. L'Irpinia è una terra propensa a questa coltivazione. A Volturara, infatti, in una annata difficile come il 2015, il raccolto del seme di Canapirpina è stato tra i più alti in Italia e con una qualità ottima. La fibra genera valore ma vanno aumentati gli impianti di prima trasformazione che sono presenti solo a Taranto e Carmagnola, in Piemonte. Non possiamo competere con nazioni come la Francia con una decina di impianti di qualità superiore che effettuano, ad esempio, anche la depolverazione per l'utilizzo delle polveri in bioedilizia».

Interessanti i benefici ambientali. «Può essere - continua Scotto - un'ottima alterativa al petrolio con il biocarburante, le fibre tessili che sostituiscono le sintetiche e le materie plastiche che hanno una ottima resistenza: già per alcune auto ci sono parti di carrozzeria in canapa riciclabile».

Infine la normativa. «Dopo 15 anni - conclude - è approdata in Senato una proposta di legge per la canapa, ci auguriamo a fine anno diventi legge. Ad oggi, però, sono previsti 700.000 euro per la divulgazione e la ricerca, ma non è chiaro se si stanzieranno finanziamenti per gli impianti. Siamo in attesa di notizie certe, così come per la questione delle infiorescenze che garantirebbero un ulteriore reddito agli agricoltori».

Fonte: Il Ciriaco

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