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Ventidue ettari di terreno che, tra 67 giorni, daranno alla ‘luce’ il primo raccolto di canapa interamente coltivato a Palata. E’ stata questa l’idea, decisamente fuori dal comune, di un imprenditore del paese bassomolisano che da qualche settimana ha avviato una vera e propria coltivazione industriale di canapa. I dettagli della produzione sono chiaramente leggibili sul sito internet sativamolise.com, che è anche il nome dell’associazione di promozione sociale apartitica, apolitica e aconfessionale, indipendente che non persegue finalità di lucro e che, anzi, si ispira ai principi dell’equità e della sostenibilità economica, sociale e ambientale credendo “che il rispetto e la tutela dell’ambiente naturale debbano essere, oggi più che mai, una priorità della vita di tutti noi. Pensiamo – scrivono i rappresentanti dell’associazione – che l’utilizzo consapevole delle risorse naturali rinnovabili in sostituzione di quelle non rinnovabili siano fondamentali per assicurare un futuro al nostro pianeta. La Cannabis Sativa, comunemente detta canapa, si configura come una coltura strategica a tal proposito. Infatti tra tutte è quella che può fornirci prodotti agricoli ad altissimo valore ambientale e nutrizionale”.

Fonte: Quotidiano Molise

Pubblicato in Rassegna Stampa

In Italia si hanno informazioni sulla coltivazione della Canapa (Cannabis sativa L.) già dal I secolo a.C., ma è solo nel Medioevo che trova una certa diffusione, specialmente nella Pianura Padana nel Canavese e in Campania. Nel ventesimo secolo, dopo aver fatto registrare un progressivo aumento della superficie coltivata fino agli anni '30, la sua superficie è andata progressivamente diminuendo. La sua coltivazione era quasi per la totalità destinata alla produzione di fibre, mentre oggi le poche centinaia di ettari sono orientate anche alla produzione di seme che è particolarmente ricercato per il suo alto valore nutrizionale e salutistico. A livello mondiale è coltivata soprattutto in Asia (Cina e India), Europa dell'Est e Russia. La francia è uno dei maggiori fornitori di sementi certificate.

La canapa riesce ad adattarsi ai più svariati ambienti, anche se i migliori risultati produttivi si ottengono in zone umide e fertili, con temperature di 20-25°C . Se la sua alta adattabilità consente la coltivazione sotto diverse condizioni agro-ecologiche, è molto importante prestare attenzione a diversi aspetti fisiologici. La gestione colturale deve essere scelta sulla base di questi aspetti per finalizzare gli sforzi all’ottenimento di rese accettabili a fronte di una riduzione di altri input.

La semina in Italia ed in condizioni irrigue (specie nel meridione) può essere fatta tra la prima decade di Marzo e la fine di Luglio. La maggior parte delle varietà hanno un optimum di semina tra la fine di Aprile  e quella di Maggio. Semine eseguite prima o dopo il periodo ideale possono risultare in una riduzione in resa di biomassa a causa di fioriture precoci.

Preferisce i terreni sciolti ma vi sono varietà che si adattano bene anche ai terreni argillosi.

La radice è fittonante con numerose ramificazioni secondarie e vi è una sicura correlazione tra sviluppo di apparato radicale e parte vegetativa. Generalmente l’apparato radicale è molto espanso ed esplora un notevole volume di terreno, ciò consente alla pianta di soddisfare le proprie esigenze idriche e di far fronte a deficit nutrizionali del terreno. La sua alta capacità esplorativa del suolo e la grande quantità di materia organica che restituisce al terreno la rendono una interessante coltura da rinnovo e di copertura coltivabile in modo semplificato. Naturalmente trattamenti migliorativi risultano in performance migliori. Dal punto di vista nutritivo è molto sensibile alla concimazione azotata e la carenza di tale elemento comporta una notevole riduzione dello sviluppo della pianta. Nei primi stadi di sviluppo soffre particolarmente i ristagni d’acqua. Anche il vento è un temibile nemico che può causare lesioni e fenomeni di allettamento.

La fioritura è una fase critica ed il suo optimum di temperatura è di 25-27°C. La canapa è anemofila e per questo l’impollinazione può avvenire tra piante site anche ad alcuni chilometri di distanza. Prima della fioritura non è possibile distinguere il sesso della pianta, sebbene normalmente le piante maschili tendono ad essere più alte e meno ramificate, e viceversa le femminili meno alte e più ramificate.

Nella scelta delle varietà e della tecnica colturale idonea bisogna soprattutto considerare quale vuole essere la destinazione della coltivazione. Le piante maschili, ad esempio,muoiono subito dopo la fioritura mentre quelle femminili vivono più a lungo per completare la maturazione del seme. Per questo motivo le piante monoiche sono preferibili per la produzione di seme. Infatti tutte le piante porteranno i semi garantendo anche maggior omogeneità nel grado di maturazione. Le dioiche d’altra parte restituiscono maggiori rese in biomassa rispetto alle monoiche e sono considerate più adatte alla destinazione da fibra. Lo sviluppo delle monoiche sta rivelando interessanti prospettive per l’impiego in doppia attitudine.

Anche la densità di semina è un punto critico della coltivazione della canapa. Con una fitta densità di semina si favorisce lo sviluppo in altezza delle piante, che competono per la luce, fornendo uno stelo privo o con scarse ed esili ramificazioni. Qualora si voglia andare a seme la densità deve essere bassa e tale da consentire alle piante di ramificare maggiormente e limitare lo sviluppo in altezza.

Le misure biometriche dei semi sono estremamente variabili e nelle operazioni di semina bisognerà tener conto di diverse variabili. Mediamente il peso di 1000 semi , riferito ad un contenuto in acqua pari al 10 %,  è di 15-20 g ma può variare dai 5g ai 60 g. Per ottenere un investimento di 100-200 piante/m2,la semina viene fatta a file distanti di 15-18 cm, impiegando tra i 40-60 kg/ha di seme. La resa in acheni è molto variabile e dipende dalle varietà e dalla condizioni agronomiche, mediamente in Italia è di 6-8 q/ha. Se la raccolta riguarda esclusivamente la bacchetta il periodo di raccolta coincide con la fioritura femminile se si vuole ottenere anche la produzione di acheni, viene posticipata. 

Pubblicato in Coltivazione

Clima

L’optimum è un clima temperato ma la pianta può crescere ovunque. Sono necessari 4 mesi per la produzione di fibra e 5 mesi e mezzo per la produzione di semi. La pianta può sopportare le gelate anche se la temperatura ideale è tra 15 e 26 °C, quando la temperatura è al di sopra dei 26° C la pianta entra in una fase di crescita rapida in cui si alza da 4 a 6 cm al giorno. Le precipitazioni sufficienti si aggirano tra i 63 e 76 cm3 annui. La canapa ha bisogno di molta umidità durante le sue prime 6 settimane di vita, durante la germinazione e finché la pianta non abbia sviluppato un buon sistema radicale; dopo questo periodo la pianta cresce anche in condizioni di siccità.

Suolo

Una caratteristica sorprendente della Cannabis Sativa è la sua abilità nel crescere in un grande range di suoli e climi, anche se per una miglior crescita (per l’alta produzione di fibra di ottima qualità) richiede un terreno ricco che abbia un buon drenaggio naturale ma non soggetto ad una grave siccità durante il periodo di crescita. Il terreno ideale è argilloso, con struttura sciolta, contenente una buona quantità di materiale vegetale in decomposizione, più alcalino che acido. Non è raccomandato un suolo ghiaioso, sabbioso o argilloso impermeabile al sole. L’acidità ideale ha un ph che varia tra i 5.8 e i 16, non cresce bene ad alte acidità. Si è osservata una crescita mediocre per le piante coltivate in un terreno con aratura lieve o in campi overcoltivati.

Semina

E’ una pianta dioica e ciò significa che le piante maschio producono fiore con li polline e le piante femmine contengono gli ovari da cui poi nasceranno i frutti. Le piante maschio sono le migliori per la produzione di fibra mentre le femmine per la produzione di semi. Per massimizzare la produzione di fibra di solito la distanza tra le file deve essere tra i 10 e i 20 cm e devono essere seminati tra i 150-400 semi / m2 per evitare le ramificazioni (circa 22,5– 60 kg/ha ndt). Quando è seminata per produrre seme la distanza tra le file è più ampia così da permettere le ramificazioni, la distanza tra le file deve essere 20, 30, 40 cm; aumentando la distanza si aumenta la produzione di semi. Andrebbe seminato 1/5 di semi rispetto al quantitativo utilizzato per la produzione di fibra ma ciò dipende dal terreno e dalla sua fertilità. La canapa non dovrebbe essere seminata a più di 5 cm e l’optimum di profondità è tra 3-4 cm. Il seme dovrebbe germinare entro 24-48 ore e, in un terreno adeguatamente umido e alla giusta temperatura, dovrebbe emergere in 5-7 gg. Il seme può iniziare la germinazione anche a 1-2 °C ma è raccomandato aspettare finché il terreno non sarà più caldo (10-12 °C o anche 15-17 °C). Qualsiasi macchinario che sia facilmente regolabile come le seminatrici per il grano e le seminatrici di precisione.

Crescita

La canapa richiede considerevole quantità di nutrienti (dovuto al suo alto rendimento in materia secca e rapida crescita). L’azoto è il più importante nutriente per la canapa e il più richiesto nelle prime 6-8 settimane. Il fosforo è richiesto nel periodo di fioritura e produzione di semi. Nel 1913 si sosteneva che il miglior concime era il letame dell’aia che assicura l’apporto di azoto, potassio e acido fosforico. La canapa è un ottimo erbicida e non servono agenti chimici. L’elevata densità di ombra creata da una buona coltura elimina velocemente, la maggior parte, se non tutte, le erbe infestanti. Questo controllo delle infestanti continua fino all’anno successivo.

Raccolto

I tempi e i metodi di raccolta differisco a seconda del tipo di raccolta, nella produzione di fibra avviene generalmente 70-90 gg dopo la semina (appena l’ultimo polline viene versato). La raccolta dei semi inizia il 60 % dei semi è maturato, quando i semi sono pronti per la raccolta il loro aspetto, similmarmoreo, è facilmente identificabile. Le loro bucce esterne diventano gialle (dal verde brillante) e ciò accade usualmente 4-6 settimana dopo la raccolta della fibra. La raccolta della canapa per fibra può essere effettuata con i macchinari che producono balle già esistenti che includono: falciatrice, rastrello, ranghinatore, pressa. Ovvero falciatura, andanatura, macerazione e imballatura. Quando la canapa è pressata in balle e conservata l’umidità contenuta non deve superare il 15 %. Le balle possono essere conservate a lungo in luoghi asciutti.

Nella raccolta dei semi può essere utilizzata una mietitrebbia dotata di una fresa a doppio raggio. Il raccolto prodotto dipende dal terreno, dalle condizioni di crescita e dalle tecniche agricole utilizzate. Per la produzione di fibra sono attese 3-5 t ad acro (0,4 ha). Dopo essere stata processata produrrà 1 t di fibra e 3-5 t di canapulo. Nella produzione di seme il rapporto può variare da 4 x 10-1 a 1 m3 per acro.

I benefici per il terreno

La canapa allenta, addolcisce e ombreggia il terreno. Le foglie che cadono formano una pacciamatura naturale e preservano l’umidità e i batteri del suolo. Il sistema di radici penetra profondamente e si degrada velocemente dopo la raccolta. Le radici a fittone della canapa tendono ad allentare il suolo in modo più efficace rispetto alle radici fibrose del grano e dell’avena o di colture simili. Le sue radici a fittone penetrano in profondità nella terra areando il suolo e prevenendo l’erosione. Più dei 2/3 di materia organica ritornano nel suolo se la canapa viene fatta macerare in campo e la terra, dopo la sua coltivazione, è più facilmente lavorabile (rispetto al grano). Inoltre è un’ottima coltura di rotazione ma può essere piantata nello stesso terreno per diversi anni. E’ altamente probabile che l’introduzione della canapa come coltura di rotazione può aumentare il benessere del terreno.

Pubblicato in Coltivazione











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