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Canapa Sativa, opportunità di sviluppo del territorio che l'Irpinia non deve farsi sfuggire

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A Volturara l'incontro di Canapirpina con Rosario Scotto di "Sativa Italia"

La Pro Loco di Volturara, ospita l'incontro pubblico "La Canapa Sativa: un volano per lo sviluppo del territorio" promosso dall'associazione Canapirpina. IntervieneRosario Scotto, di Sativa Italia che illustrerà le opportunità della coltivazione della canapa industriale.

"Canapirpina a Volturara ha già realizzato un campo sperimentale per la coltivazione ad uso alimentare e ha proposto di coltivare canapa nella Piana del Dragone per le sue proprietà fitodepurative. «Nel delicato equilibrio ambientale della Piana - dichiara, intervistato in merito l'ingegnere Giovanni De Feo, dell'Università di Salerno - il principale centro di pericolo è l'affluente del depuratore. Potrebbe aiutare la realizzazione di un sistema di fitodepurazione ben progettato per l'affinamento delle acque reflue prima che queste si immettano nello stagno al centro della piana e da qui nella Bocca del Dragone, magari utilizzando canne di palude o, appunto, canapa sativa; un approfondimento scientifico in merito potrebbe essere utile».

La canapa, in realtà, ha molteplici utilizzi in campo alimentare, industriale, medico. «In Italia - afferma Rosario Scotto -, si è tornato a seminare canapa dal 1998 e dal 2005, grazie al boom dell'alimentare, la produzione è salita fino agli attuali 1000 ettari. E' una pianta molto resistente, con una lavorazione simile al grano e un guadagno un po' più alto che la rende competitiva per chi fa seminativo, ma sfatiamo un mito: non è indenne dai parassiti e va comunque effettuata una concimazione. Certo è una valida alternativa per mantenere i terreni lontani dalla chimica, visto che è una pianta a foglia larga a crescita molto veloce e, inoltre, elimina tutte le infestanti con un risparmio sul diserbante di oltre 200 euro per ettaro. In aggiunta, in rotazione, aumenta la resa successiva del grano del 15-20%. Attualmente il vero guadagno lo dà il seme. Un ettaro fornisce mediamente tra gli 8 e 10 quintali di seme e può arrivare fino a 15, con un rendimento di circa 170 euro a quintale. L'Irpinia è una terra propensa a questa coltivazione. A Volturara, infatti, in una annata difficile come il 2015, il raccolto del seme di Canapirpina è stato tra i più alti in Italia e con una qualità ottima. La fibra genera valore ma vanno aumentati gli impianti di prima trasformazione che sono presenti solo a Taranto e Carmagnola, in Piemonte. Non possiamo competere con nazioni come la Francia con una decina di impianti di qualità superiore che effettuano, ad esempio, anche la depolverazione per l'utilizzo delle polveri in bioedilizia».

Interessanti i benefici ambientali. «Può essere - continua Scotto - un'ottima alterativa al petrolio con il biocarburante, le fibre tessili che sostituiscono le sintetiche e le materie plastiche che hanno una ottima resistenza: già per alcune auto ci sono parti di carrozzeria in canapa riciclabile».

Infine la normativa. «Dopo 15 anni - conclude - è approdata in Senato una proposta di legge per la canapa, ci auguriamo a fine anno diventi legge. Ad oggi, però, sono previsti 700.000 euro per la divulgazione e la ricerca, ma non è chiaro se si stanzieranno finanziamenti per gli impianti. Siamo in attesa di notizie certe, così come per la questione delle infiorescenze che garantirebbero un ulteriore reddito agli agricoltori».

Fonte: Il Ciriaco












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