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Intervista di Matteo Provvidenza a cura di VersilCanapa e Viareggio Free World al dott. Fabrizio Cinquini a Forte Dei Marmi il 26/05/2015 sul mondo della Cannabis Terapeutica e delle sue reali applicazioni e vantaggi.

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È il felice epilogo di una battaglia che inizia da lontano e che pone al centro il diritto dei pazienti di avere accesso ai farmaci derivati dalla cannabis. Il Consiglio regionale pugliese ha infatti approvato all’unanimità la legge che permette l’avvio di progetti pilota, in collaborazione con lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze o con altri soggetti autorizzati, la produzione dei medicinali a base di cannabis.

L’obiettivo della legge proposta dal consigliere regionale Sergio Blasi è che la cannabis possa essere prodotta e venduta per fini terapeutici con un significativo risparmio sul prezzo del medicinale sia per il sistema sanitario, sia soprattutto per i pazienti costretti ancor oggi a pagare, nei casi in cui il farmaco non viene rimborsato, oltre 30 euro per un grammo di infiorescenze che oggi vengono importate dall’Olanda. La Regione potrà inoltre attivare partnership di ricerca e valutazione con le università della Puglia, associazioni e altri soggetti portatori di interesse o di competenze specifiche. Per ridurre le spese relative all’acquisto e alla preparazione di medicinali cannabinoidi, la Giunta Regionale verificherà, entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge, la possibilità di centralizzare acquisti, stoccaggio e distribuzione alle farmacie ospedaliere abilitate, avvalendosi di strutture regionali. La norma consente inoltre di attivare un percorso virtuoso coerente con le politiche della Regione Puglia, tra le prime in Italia a sperimentare la somministrazione controllata di medicinali.

In tutto questo l’azienda farmaceutica pugliese Farmalabor è stata autorizzata dall’Ufficio centrale per gli stupefacenti del ministero della Salute al commercio all’ingrosso di preparazioni vegetali a base di cannabis, diventando, così, la seconda azienda di distribuzione farmaceutica in Italia a vantare questa autorizzazione. La prima è stata la Acef S.p.A. che dal 2013 distribuisce e commercializza farmaci derivati dalla cannabis nelle farmacie di tutta Italia, affiancando anche un’attività di formazione per i professionisti della salute. Riguardo alla Farmalabor, come sottolinea il comunicato dell’azienda, l’autorizzazione ministeriale riguarda la commercializzazione e distribuzione e quindi non la produzione del farmaco, che per il momento continuerà con tutta probabilità ad essere importato dall’Olanda.

Diverso invece il caso del progetto pilota dell’associazione LapianTiamo, fondata da due malati di sclerosi multipla e protagonisti in Puglia della battaglia a favore della cannabis terapeutica, approvato a livello regionale. Secondo l’associazione con la produzione locale si potrà arrivare ad un prezzo stimato di 1,55 euro al grammo. «Stiamo continuando a ricevere iscrizioni di soci usufruitori che chiedono di ricevere il farmaco – ci ha raccontato Andrea Trisciuoglio di LapianTiamo che abbiamo raggiunto telefonicamente – e aspettiamo una stima definitiva per partire con il progetto, ma al più tardi al 15 di settembre saremo pronti per iniziare. È un grande risultato ma mi reputerò vittorioso solo quando vedrò spuntare i primi germogli. Per i malati pugliesi non ci saranno problemi e abbiamo chiesto le autorizzazioni ministeriali per poter distribuire il farmaco anche al di fuori della Regione, ma non abbiamo ricevuto risposta. Il nostro sogno è quello di poter raggiungere il più alto numero di malati in tutto il Paese anche grazie a partnership o dispensari di cannabis terapeutica sul modello americano».

a cura della redazione di www.cannabisterapeutica.info

Fonte: Dolce Vita On Line

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Il 2014 è stato un anno denso di cambiamenti per quanto riguarda la legislazione sulla cannabis per uso medico; che, ci teniamo a ricordare, è permessa fin dal 1997. La legge ha subito diversi cambiamenti ma il medicinale è ancora difficilmente reperibile dagli stessi malati. Grazie ad alcune recenti modifiche e alla partenza di alcuni progetti pilota per l’auto produzione, presto ci saranno importanti novità per poter rendere più accessibile e meno costoso questo prezioso farmaco.

Cosa cambia?

Costi più bassi grazie alla produzione sul territorio nazionale e regionale.

Per fare fronte ai salati costi dell’importazione, agli inizi di settembre, è stato stilato un accordo tra il ministro della salute Lorenzin e della difesa Pinotti che permetterà di far partire un progetto pilota per l’auto produzione del medicinale nel territorio italiano. Il progetto sarà attuato all’interno dello stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, che si occuperà sia della coltivazione (in aree sottoposte a sorveglianza) che del confezionamento dei medicinali da distribuire successivamente alle farmacie territoriali e ospedaliere. Se la lavorazione del farmaco viene affidata solo allo stabilimento di Firenze, non si esclude che la cannabis potrebbe essere coltivata anche altrove, come al CRA di Rovigo, fino ad ora l’unico centro autorizzato a coltivare la pianta per fini di ricerca, costretto però a distruggere il prodotto finale.

Secondo le dichiarazioni del ministro, entro la fine di ottobre verrà definito il protocollo operativo e il medicinale potrà essere disponibile per i pazienti già alla fine del 2015. La Lorenzin ha però aggiunto che questo progetto non sarà assolutamente il primo passo per permettere ai pazienti l’auto produzione.

Fino ad ora sono state le leggi regionali a regolamentare l’utilizzo e l’erogazione a carico del SSN (Sistema Sanitario Nazionale) del farmaco cannabis all’interno del territorio. Però non tutte le regioni hanno questo tipo di regolamentazione, quindi grazie alla produzione nel nostro paese del medicinale, questo entrerà a tutti gli effetti (in tutte le regioni) a far parte dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), cioè quelle prestazioni che dovrebbero essere erogate gratuitamente, o con un ticket in base alla fascia di reddito di chi richiede il trattamento, dal Servizio Sanitario Nazionale.

Quali sono le leggi regionali e come funzionano?

Per il momento le leggi regionali sono undici (Puglia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Friuli, Sicilia, Abruzzo, Liguria, Marche, Umbria e Basilicata), diverse tra loro ma convergenti tutte su un unico punto: il medicinale deve essere erogato gratuitamente ai pazienti e il costo deve essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Le leggi delle regioni Puglia, Toscana, Marche, Veneto, Friuli, Sicilia e Abruzzo prevedono che il costo dei farmaci cannabinoidi importati dall’estero sia rimborsabile dal servizio sanitario regionale, se l’inizio del trattamento avviene in ambito ospedaliero e in regime di day hospital. Anche dopo la dimissione del paziente i farmaci sono a carico del SSR e forniti dalla farmacia ospedaliera. Se, al contrario, il trattamento è stato avviato in ambito domiciliare dietro richiesta del medico di famiglia (Mmg), il paziente dovrà rivolgersi a una farmacia del servizio pubblico per l’importazione e dovrà pagare il prezzo di costo richiesto dal produttore e le spese accessorie riportate nella fattura.

Per i farmaci già in commercio in Italia (come Sativex per i pazienti affetti da Sclerosi Multipla) ci si può rivolgere a una farmacia pubblica, con costi a carico del SSR o a una farmacia privata, con costi a proprio carico.

Il medicinale è invece sempre a carico del SSR nella legge approvata il luglio scorso in Basilicata.
Inoltre, sempre nel luglio scorso in Puglia è stata approvata all’unanimità una proposta di legge che vuole regolare la produzione del farmaco direttamente all’interno del proprio territorio, fissando anche un prezzo al medicinale: 1,55 euro al grammo. La sperimentazione sarà attivata in collaborazione con diverse università e con lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, autorizzato a produrre medicinali cannabinoidi; ma, soprattutto, sarà avviata in collaborazione con le stesse associazioni dei pazienti.

Anche altre regioni hanno approvato provvedimenti simili, con lo scopo di diminuire i costi dell’importazione e cercare di raggiungere l’autosufficienza nella produzione.

I testi approvati in Veneto, Liguria, Sicilia e Abruzzo prevedono la possibilità di convenzioni con centri e istituti autorizzati alla produzione di farmaci cannabinoidi, come il CRA di Rovigo e lo stabilimento di Firenze. L’Abruzzo prevede anche un fondo di 50mila euro all’anno per assicurare la fornitura di farmaci a base di cannabis ai pazienti.

Ci sono anche alcuni provvedimenti al fine di aumentare la conoscenza di medici, farmacisti e pazienti riguardo alla Cannabis Terapeutica: in Friuli Venezia Giulia , Sicilia, Umbria e Basilicata sono promosse specifiche iniziative di informazione e corsi di aggiornamento per il personale medico e gli operatori sanitari.

Come ottenere, adesso, i farmaci?

Uno dei primi piccoli passi verso una facilitazione nei trattamenti con medicinali cannabinoidi era già stato mosso nell’aprile scorso, dopo la sentenza di incostituzionalità dell’ormai famigerata legge Fini-Giovanardi, grazie al nuovo DL Stupefacenti firmato Renzi-Lorenzin, che ha cambiato le tabelle delle sostanze stupefacenti creandone una “ad hoc” proprio per la cannabis, che ora risulta in tabella 2 e viene quindi considerata una sostanza “diversa” non più paragonabile alle droghe pesanti della tabella 1 (oppiacei, amfetamine, cocaina…), ma la posiziona accanto alle benzo-diazepine come una sostanza con un conosciuto valore terapeutico.

La legge non prevede ancora nuove facilitazioni per accedere alle cure, quindi, nell’attesa dell’attuazione dei primi progetti di auto produzione del farmaco nel nostro paese e di un eventuale cambiamento dei metodi di erogazione dello stesso, l’iter per accedervi è sempre lo stesso e richiede l’importazione per un fabbisogno massimo di tre mesi. La prescrizione va ottenuta tramite il proprio medico di famiglia o da uno specialista ospedaliero. Il paziente è inoltre tenuto a compilare un modulo di “consenso informato” per ottenere la ricetta.
C’è una sola ditta italiana che si occupa di svolgere le formalità burocratiche e importare direttamente il Bedrocan (composizione galenica a base di infiorescenze essiccate di cannabis) dal Ministero della Salute Olandese e lo spedisce direttamente ad alcune farmacie, sveltendo la procedura. Ricordate comunque che l’accesso ai farmaci cannabinoidi in molte regioni è gratuito solo se richiesto dal medico ospedaliero e per il trattamento iniziato in ambito ospedaliero. Se la ricetta viene fatta dal medico curante, il farmaco sarà a carico del paziente.

Le premesse sono buone.

Sembra che finalmente le mille risorse fornite Cannabis Terapeutica stiano per essere riconosciute, così come i diritti dei pazienti. Non bastano però buone premesse, la strada per la piena accessibilità del farmaco è ancora lunga e bisognerà vedere in che modo la legge sarà attuata e modificata, per poter permettere a chiunque ne necessiti cure gratuite e sufficienti.

Link Utili:

Qui potete trovare la lista delle farmacie vicino a voi che hanno a disposizione Bedrocan

Modulo per il consenso informato e alcune informazioni sulle ricette

- Da qui potete scaricare il modello di richiesta di importazione del farmaco e una ricetta precompilata per l’importazione di Bedrocan.

Fonte: Uso Medico

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“Allo Stabilimento chimico farmaceutico di Firenze hanno già preparato un piano per la produzione e predisposto un capannone per la coltivazione indoor di cannabis terapeutica, aspettano solo il via libera del ministero della Salute”. A confermare le indiscrezioni degli ultimi giorni è Paolo Bernini, deputato del Movimento 5 Stelle che oggi insieme ad altri tre parlamentari del movimento si è recato in visita allo stabilimento fiorentino. Ai parlamentari i responsabili del centro militare hanno confermato di aver già inviato tutta la documentazione necessaria al ministero della Difesa (dal quale lo stabilimento dipende) e di aspettare solo il via libera del ministro Lorenzin per iniziare la produzione di cannabis a scopi terapeutici per i malati italiani, i quali sono ancora costretti ad importare la cannabis dall’Olanda con grossi ostacoli burocratici ed economici.

GIA’ INDIVIDUATA LA VARIETA’ DI CANNABIS DA PIANTARE. L’ok alla produzione di cannabis sarebbe non solo una buona notizia per i malati ce ne hanno bisogno ma per tutto il paese. Lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze è infatti il centro che da oltre un secolo produce i cosiddetti farmaci “orfani”, cioè le terapie per quelle malattie troppo rare per essere considerate commercialmente appetibili dalle multinazionali del farmaco. E se fino a qualche decennio fa nello stabilimento militare si producevano 240 farmaci ora la produzione è di appena 20 medicinali a causa dei tagli imposti dal governo e il centro è a rischio chiusura. “La produzione di cannabis consentirebbe di risollevare le sorti di uno stabilimento fondamentale per la salute dei cittadini rendendolo economicamente autosufficiente”, spiega Bernini. Per questo i responsabili dello stabilimento hanno già predisposto un capannone grande oltre 10mila metri quadrati per la produzione, ma non solo: è già stata anche individuata la varietà di cannabis da piantare, che sarebbe fornita dal Cra, il Centro per la Ricerca di Rovigo.

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Fuma marijuana lo studente del liceo, il giovane universitario, il quarantenne in carriera e la vicina di casa. Fumano marijuana di nascosto perché per loro è un tabù svelarlo: questo è quanto emerso dal dossier del’ONU 2011 dove l’Italia si è guadagnata il primato dei consumatori di cannabis con 4 milioni di persone che ne fanno uso abituale seppur solo l’1% lo ammette senza problemi. Italia regina di consumatori di oppio anche nel rapporto ONU 2012: se nel 1998 i fan erano 140 milioni, nel 2012 sono aumentati a 180 milioni.

Italiani fumatori ed anche molisani consumatori abituali di cannabis considerato che, rispetto alla percentuale nazionale del 7,8, loro si collocano con un buon 2,3%. Questi però sono i dati ufficiali e in quanto tali da prendere con le pinze facendo presupporre un numero molto più alto, come ci fa notare Stefano Auditore presidente dell’associazione apartitica FreeWeed Board che da un anno a livello nazionale si batte per la legalizzazione della marijuana e collabora con i vari coordinamenti regionali. “Eppur si muove” qualcosa anche nel Molise dei tanti tabù: la neonata Sativa Molise di Rosario Scotto sarà una risorsa locale con cui FreeWeed collaborerà.

Il primo passo è stato fatto: abolita la Fini- Giovanardi che equiparava droghe leggere a droghe pesanti portando nelle carceri ben 25 mila persone su un totale di 64 mila ed incrementando il problema del sovraffollamento delle carceri. Legalizzare – secondo Stefano Auditore – porta con sé solo benefici: oltre al problema delle carceri, porterebbe introiti per lo Stato che ne guadagnerebbe circa 8 miliardi di euro l’anno rispetto all ’enorme somma che si spende per la politica del proibizionismo e soprattutto limiterebbe drasticamente la lobby su cui lucra la mafia e la camorra. In riferimento, invece, alla cannabis ad uso terapeutico il paradosso italiano è che dal 2007 nella tabella ministeriale è consentita la prescrizione con ricetta medica di diversi derivati della cannabis dalle riconosciute proprietà terapeutiche. Molti gli studi che ne riconoscono i benefici in riferimento a glaucomi, terapie del dolore, distrofie muscolari, sclerosi multipla e metodo alternativo alla chemioterapia.

A spiegarci meglio tutto, soprattutto sulla realtà molisana, Stefano Auditore presidente della FreeWeed.

Secondo i dati ufficiali quanti sono i consumatori abituali di marijuana in Molise? “Secondo le ultime fonti ufficiali i consumatori abituali in Molise sono circa il 2,3 % , mentre quelli che hanno provato Cannabis nella vita sono intorno al 7,8 %, sopra la media nazionale rilevata (6,2 %); dati comunque da prendere con le pinze, proprio perché “ufficiali”“.

Quanti invece quelli che, sempre in regione, fanno uso di droghe pesanti? “I consumatori di Droghe pesanti sono circa lo 0,6 % in Regione”.

La vostra associazione attiva su tutto il territorio nazionale, ha delle rappresentanze anche in Molise? “Abbiamo molti sostenitori nelle principali città e stiamo cercando di collaborare con diversi coordinamenti territoriali regionali, anche se ancora pochi si sono esposti come rappresentanza comunale”.

Molisani, popolo di consumatori ma ancora poco attivi per la legalizzazione. Questione ancora di tabù? “Non credo.. probabilmente è mancanza di comunicazione sul tema, specie da parte dei Media Nazionali.. è una situazione che si verifica in molte regioni italiane, ma FreeWeed lavora proprio per cambiare questo approccio negativistico sul tema, rilanciando il ruolo attivo del cittadino nelle decisioni legislative che lo riguardano direttamente”.

Quali sono gli obiettivi e le proposte di FreeWeed? “Stiamo sviluppando una rete che possa supportare iniziative popolari dirette a cambiare la legge vigente in Italia, ed ora stiamo anche supportando l’iniziativa Europea dei cittadini Weed Like to Talk, al fine di proporre una nuova regolamentazione della Cannabis anche nei vari Stati Europei. FreeWeed continua la manovra di informazione, pronti ad organizzare iniziative in grado di liberare la coltivazione personale di Cannabis in Italia, su tutti i livelli, purche sia chiaro l’uso personale”.

Quanto guadagnano le mafie sul proibizionismo delle droghe leggere? “Il conteggio non è certo, ma sicuramente è una cifra elevata, che si aggira intorno agli 8 milioni di Euro annui;questi fondi vanno sottratti, e sicuramente regolamentando l’autoproduzione ed il consumo per uso personale si potrebbe fare un enorme, e forse decisivo, passo avanti anche in questo senso”.

Ad uso terapeutico quali sono i consigli regionali che hanno approvato l’uso di farmaci a base di cannabinoidi?”Puglia, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia, Piemonte e Sicilia, ed in molte altre si sta lavorando attivamente per portare il tema nel consiglio regionale!.

Che giovamenti riceve un malato dall’uso di cannabis? “Molteplici sono gli utilizzi a livello medico, e molteplici sono i giovamenti. La Cannabis è utilizzata nel mondo della medicina per alleviare sintomi della Sclerosi Multipla, Artrite reumatoide, come sostitutivo della Chemioterapia come cura del Cancro o come palliativo per alleviare le sofferenze indotte dal trattamento, inoltre può curare sintomi epilettici e può essere utile contro anoressia ed emicrania, oltre che essere utile contro l’asma. In Canada si sta sviluppando una ricerca, da tempo, a firma Rick Simpson, in cui l’Olio di cannabis estratto dalle infiorescenze viene utilizzato come cura diretta per il cancro. Sono in corso tanti studi, non c’è motivo di tenere illegale o rallentato l’utilizzo del farmaco, anche partendo direttamente dalla pianta, da coltivare liberamente in giardino, sul balcone o in casa”.

Quali sono gli effetti collaterali che si hanno fumando marijuana? “Gli effetti collaterali possono essere un aumento del battito cardiaco non rilevante correlato ad un senso di “paranoia”, tutte situazioni leggere e decisamente controllabili, specie se adeguatamente segnalate: ogni varietà di Cannabis ha un suo diverso approccio fisico e mentale“.

Per i molisani che vogliono sostenervi, come si procede al tesseramento? “Per sostenere la nostra attività potete informarvi sul sito www.freeweed.it, dove troverete varie sezioni, tra cui quella apposita dedicata al tesseramento ed al come diventare operativi a livello comunale per sostenere l’Associazione No Profit FreeWeed”.

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Fonte: cblive.it

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