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Il GRID in collaborazione de La Canaparia Italiana, ha aperto uno sportello informativo per coloro che sono interessati ad avviare o implementare un’attività agricola di produzione e commercializzazione di prodotti alimentari (semi, farina e olio) della Canapa Sativa.

In collaborazione con La Canaperia Italiana Cooperativa Agricola - Sociale, Forest Formazione Regione Lazio e Biosfera Onlus, lo sportello sarà un punto di connessione tra quanti vogliono coltivare o commercializzare un prodotto dalle qualità nutraceutiche particolari, in un mercato nuovo che offre agli agricoltori o a chi intende iniziare un’attività agricola di coltivare un pseudo – cereale che da possibilità di rotazione, arricchimento della massa organica e un maggior reddito agricolo.

I prodotti alimentari della Canapa Sativa sono particolarmente efficaci per una serie di patologie per il loro alto contenuto di sostanze nutritive e terapeutiche e sono rivolti anche a vegetariani, vegani e celiaci come integratori alimentari privi di glutine e con il più alto contenuto proteico in natura: la Canapa Sativa è considerata dai nutrizionisti un “superalimento” per la sua composizione in polifenoli e Omega 3 – 6 (5 volte l’olio extravergine d’oliva) e in proteine (5 volte la carne) e il prodotto Made in Italy, uno dei migliori, è molto ricercato da farmacie, erboristerie e negozi di alimentazione specializzati.

Lo sportello offrirà diversi servizi:

  • Informazioni e istruzioni sulle procedure di lavorazioni dei terreni, semina, coltivazione e trebbiatura del seme di canapa sativa;
  • Informazioni sul mercato nazionale e internazionale;
  • Informazioni legali e legislative regionali, nazionali e internazionali;
  • Assistenza tecnica agronomica e tecnologica;
  • Progettazione e reperimento fondi di finanziamento;
  • Start – up e attività di business angel e incubatore;
  • Integrazione in progetti già esistenti o in filiere già costituite.

 

Giovedì 11 maggio 2017 alle ore 16 presso il GRID in Corso della Repubblica 48/52 a Frosinone, si presenterà lo sportello con la presenza di alcuni esperti che illustreranno la sostenibilità, le tecniche agronomiche, le tecnologie, il mercato e le possibilità di fare start – up secondo il seguente programma:

 

  • MATTEO SALVADORI - Cooperativa Earth & Link Project Il GRID e lo sportello informativo sulla Canapa Sativa
  • VALERIO ZUCCHINI - Valerio Zucchini Consulting, Bologna Il mercato della Canapa Sativa in Italia e nel mondo
  • ROSARIO SCOTTO - Presidente de La Canaperia Italiana Cooperativa Agricola e Sociale, Palata (CB) La canapicoltura: coltivazione, trasformazione e commercializzazione della canapa sativa
  • MASSIMO TESTA - Presidente Biosfera Centro Studi, Sora (FR), Direttore scientifico Forest Formazione Regione Lazio, Sora (FR)

Fare start – up in agricoltura attraverso prodotti e processi innovativi.

Al termine ci sarà un’apericena con i prodotti a base di Canapa Sativa (è gradita la prenotazione).

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Finalmente in Italia avremo una legge quadro per la filiera della canapa industriale. Il testo è stato approvato presso la commissione agricoltura in Senato ed ora manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

La legge approvata definitivamente era stata inizialmente proposta dal Movimento 5 Stelle con Loredana Lupo come prima firmataria, per poi diventare un testo unificato che racchiudeva anche le proposte di Adriano Zaccagnini (Sel), Nicodemo Oliverio (Pd) e Dorina Bianchi (Area Popolare). La legge era stata proposta nel 2013 e dopo l’approvazione è passata in Senato dove è stato approvata oggi.

“Nel percorso”, racconta a canapaindustriale.it la senatrice del Movimento 5 Stelle Daniela Donno, membro della nona commissione permanente dedicata ad agricoltura e produzione alimentare, “abbiamo assistito ai tentativi dell’esecutivo e della maggioranza di rallentare i lavori, ma nonostante questo, in Italia finalmente sarà vigente una legge per lo sviluppo della filiera della canapa industriale”.

Nonostante la coltivazione di canapa industriale non sia mai espressamente stata vietata nel nostro Paese, la mala interpretazione delle leggi antidroga ha portato le forze dell’ordine ad arrestare e sequestrare le coltivazioni di chi negli anni ’70 e ’80 aveva provato riprendere la coltivazione della canapa da fibra o da seme. Questa situazione di incertezza si è protratta fino al 1997, anno della circolare del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali contente disposizioni relative alla coltivazione della Cannabis sativa, integrata poi della circolare n.1 dell’ 8 maggio 2002. Ora ci sarà una legge quadro in grado di dare una spinta ad un settore in cui eravamo i primi al mondo per la qualità del prodotto fino agli anni ’50 del ’900.

COSA CAMBIA CON LA NUOVA LEGGE?
Le novità introdotte dalla nuova legge sono principalmente 3:

- non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Quindi significa che la comunicazione alla più vicina stazione forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) tramite un modulo denuncia, NON è più necessaria.
Gli unici obblighi per il coltivatore sono quello di conservare i cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente.

- gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico e la percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore.

- sono previsti 700mila euro l’anno di finanziamento per la creazione di impianti di trasformazione.

Dopo 15 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale la legge entrerà definitivamente in vigore ed il ministero della Salute avrà 6 mesi di tempo per legiferare su una questione che sta a cuore a tutti i produttori di canapa alimentare, e cioè la percentuale di THC che può essere contenuta nei prodottialimentari ad uso umano.

All’inizio del 1900, prima dell’avvento del proibizionismo, in Italia coltivavamo più di 100mila ettari di canapa. Nel 2015 ne abbiamo coltivati poco più di 3mila. Speriamo che questa legge possa essere un supporto per i nostri agricoltori ed una speranza per la nascita di un’economia più attenta all’ambiente ed al futuro con l’obiettivo di tornare a produrre in grandi quantità la miglior canapa del mondo.

QUI il testo definitivo con l’iter parlamentare.

Mario Catania

Fonte: Canapa Industriale

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Martedì, 18 Ottobre 2016 12:14

La filiera della canapa in Molise

Domenica 23 ottobre, alle 12.15 su Rai1, Linea Verde ci porta in Molise alla scoperta di un'antica filiera rimessa in piedi da un gruppo di amici riuniti in una cooperativa sociale.
Patrizio Roversi e Daniela Ferolla ci raccontano le vie della cannabis sativa. Partiamo dalla raccolta in campo per seguirne le innumerevoli vie di trasformazione: in formaggio, olio, farina, pane, pasta, biscotti, edilizia, cosmetica, birra, oli essenziali, farmacologia.
Scopriamo quante e quali proprietà ha nell'alimentazione umana e in quella animale.
Andiamo insomma a cercare di dare una risposta a una domanda semplice: la canapa è oggi di nuovo un'opportunità?



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Palata. Linea Verde, programma della domenica mattina di Rai Uno, arriva a Palata.

Domani pomeriggio, infatti, mercoledì 12 ottobre, intorno alle 14.30 un elicottero sorvolerà il paese per effettuare una serie di riprese aeree. La notizia è stata pubblicata sulla pagina facebook del Comune del paese basso molisano; tema delle riprese dall’alto sarà «la valorizzazione della produzione e trasformazione della canapa». Nessuna altra informazione, solo che la registrazione andrà in onda nella puntata di domenica 23 ottobre all’interno del programma Rai dedicato all’Italia e alle eccellenze agricole dell’intero Paese.

Fonte: Primo Numero

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Un altro passo avanti sulle applicazioni della canapa alle tecnologie di bonifica e disinquinamento dei suoli e delle acque. In questo articolo sul fitorisanamento abbiamo parlato degli esperimenti di coltivazione per depurare il suolo in Puglia, delle possibilità in Campania nella terra dei fuochi, ma anche dei progetti a Porto Marghera, in Polonia e a Chernobyl. Appare chiaro che le caratteristiche biochimiche della canapa risultano efficaci in differenti ambiti di recupero ambientale.

Un recente studio dimostra la capacità di rimozione dell’inquinamento da cromo nelle acque da parte di un materiale composito derivato dagli scarti di lavorazione della canapa. La ricerca è stata condotta da tre centri cinesi: lo State Key Laboratory of Chemical Resource Engineering, il Key Laboratory of Electrochemical Process and Technology for Materials, e la University of Chemical Technology di Pechino. Obiettivo era la preparazione di un materiale in carbonio, solfuro di ferro e ferro utile per l’eliminazione del cromo dalle acque reflue industriali. Concetto guida era il “waste treat waste”: i rifiuti di un processo industriale vengono utilizzati per ridurre l’inquinamento derivato da un altro processo.

I ricercatori cinesi hanno sviluppato un metodo rapido per produrre questo materiale composito utilizzando steli di canapa industriale come elementi precursori da sottoporre a carbonizzazione. L’esperimento si è svolto in un’atmosfera riduttiva nella quale la biomassa che non viene completamente consumata dal calore si decompone in nanoparticelle di ferro/solfuro di ferro incapsulate in una matrice di carbonio. Questo sistema di produzione del composito C/FeS/Fe risulta più semplice rispetto ai metodi tradizionali.

Il nuovo materiale ha provato eccellenti capacità di rimozione del cromo dalle acque grazie alla sinergia fra la capacità assorbente dovuta alla grande superficie del carbonio e l’attività di riduzione chimica dovuta al composito solfuro di ferro/ferro, in particolare in ambienti acidi.

Stefano Mariani

Fonte: Canapa Industriale

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Una delegazione dell’associazione Sativa Molise ha consegnato, il 4 Luglio ore 12, alla giunta del comune di Castel Petroso un dono particolare per il Santo Padre.

Il dono è composto da un saio realizzato in canapa antica tessuta a mano e un cesto di prodotti, alimentari e non, a base di canapa.il giorno successivo l'amministrazione ha deciso di farci un regalo immenso ci ha consentito di far recapitare personalmente al santo Padre il cesto attraverso le mani di una bimba di nome Sara ,figlia del presidente dell'associazione Rosario Scotto.

L'associazione ha partecipato alla realizzazione e composizione artistica dell'area nella quale il Santo Padre celebrerà messa , utilizzando strutture composte con piante di canapa industriale. Le piante provengono da coltivazioni dell’associazione Sativa Molise. questo ha dato anche l'opportunità di avere piacevoli conversazioni e riflessioni sul tema canapa con i rappresentanti delle forze dell'ordine i quali si sono mostrati interessati ed attenti al tema.

Fonte: Termoli TV

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Palata. Tra i campi che diradano intorno a Palata si coltiva di tutto. Grano, pomodori, insalata, avena, orzo, olive. Nemmeno si fa caso al tipo di colture quando si percorrono le strade dissestate che circondano il paese. Eppure, a poca distanza dal centro abitato c’è una piantagione che lascerebbe stupefatto chiunque. Quasi a dire «stupefacente». Distese di centinaia di migliaia, forse milioni di piante che non danno spazio a troppe interpretazioni. Foglie di canapa. Ma qui bisogna fermarsi ed evitare di richiamare in una terra sperduta migliaia di «curiosi» e desiderosi chissà di cosa.

Le foglie sono proprio quelle della «Maria» ma qui di «stupefacente» c’è solo l’estensione della piantagione. Oltre venti ettari coltivati a canapa industriale e destinata ai settori dell’alimentazione, del tessile e delle costruzioni. L’idea è frutto di un progetto che allo stesso tempo rappresenta una «filosofia di vita» in termini di sostenibilità. A lanciarlo l’associazione ’Sativa Molise’ presieduta da Rosario Scotto, 46 anni, di origini siciliane ma trapiantato a Palata per ragioni di cuore. Insieme a lui ci sono Marzio Fiore, Davide Petrollino e Tarquinio Di Felice.

Il responsabile precisa subito che con queste piante non «si fanno le canne» per dirla in gergo ma si tratta di varietà - da qui Sativa appunto - che non contengono sostanze psicotrope o vietate dalla legge. Basta in sostanza impiegare una varietà di “Cannabis Sativa”a basso tenore di Thc (inferiore allo 0,2% che sia compresa nel Registro Europeo delle Sementi ed occorre osservare le norme europee del settore. A Palata lo fanno senza problemi «perché tutto è in regola ed è autorizzato». E ci mancherebbe se qui esiste anche un sito internet che pubblicizza il progetto. Ma che cosa si farà con tutta questa speciale «Maria» autorizzata?

«Anche pane, biscotti, pasta e caramelle con le farine e poi c’è l’olio, da quello alimentare a quello industriale» - spiega tranquillo Rosario mentre mostra prodotti di questo tipo già sul mercato per i quali sono peraltro riconosciute le qualità nutritive da esperti di alimentazione.Polisportiva San Pietro Per farla breve con i semi si fanno olio e farine; con la «fibra» e il «canapulo» ci sono altri utilizzi che vanno dal settore tessile alla bioedilizia con tanto di mattoni molto resistenti. Non a caso - osserva Rosario - in un periodo di grande crisi per l’agricoltura questa coltivazione può rappresentare un valore aggiunto per fare reddito».
C’è anche l’aspetto ambientale: «Si produce canapa in agricoltura biologica, non si usano concimi e pesticidi vari e la pianta diventa un fertilizzante naturale». Una doppia filosofia, insomma. Ma a che punto è il progetto? Mancano due mesi alla trebbiatura come indicato sullo stesso sito dell’associazione e c’è ancora molto da fare. I responsabili seguono fiere ed eventi organizzati in Italia e all’estero. Si specializzano per poi «sfondare» sul mercato. Finanziamenti? «Per ora tutto di tasca nostra - assicura Rosario mentre prepara un caffè (non di canapa - poi si vedrà. Stiamo valutando tanti progetti e non escludo due sorprese da lasciare davvero stupefatti».



di Fabrizio Occhionero

Fonte: www.primonumero.it

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Della canapa non si butta via niente è «il maiale vegetale» . Così Rosario Scotto, di origini siciliane ma molisano d’azione, presidente di Sativa Molise, un’associazione che riunisce aziende agricole e alimentari insieme a tecnici e imprenditori decisi a sperimentare la produttività della canapa nel territorio molisano. 22 ettari tra Palata, Montenero di Bisaccia e Vasto sono stati coltivati a canapa con semi di provenienza nordeuropea. « Questo è solo l’inizio di un progetto e di un’attività di sperimentazione la quale, mira alla rinascita dell’agricoltura molisana e al ripopolamento del suo territorio».
Abbiamo incontrato Rosario Scotto, giovane imprenditore agricolo residente a Palata. Con Scotto, presidente dell’associazione Sativa Molise, abbiamo parlato della coltivazione di canapa in Molise e della sua lavorazione e degli scenari futuri sotto il punto di vista imprenditoriale.

Presidente Scotto, cos’è Sativa Molise e perché è nata?
«Sativa Molise è nata da poco più di un anno ed è stata fondata da me e da altri tre giovani professionisti che credono nel rilancio della produzione della canapa in regione e nel resto del Paese. Io sono il presidente, Davide Petrollino è biotecnologo e vicepresidente, Marzio Ilario Fiore è imprenditore agricolo e tesoriere mentre Tarquinio Di Felice è un esperto in farine. Sativa Molise è un’associazione senza scopo di lucro che rappresenta alcune aziende agricole decise a introdurre canapa nelle loro coltivazioni. Queste imprese rendono oggi disponibili 2mila ettari in Molise e alcune centinaia di ettari in Abruzzo per realizzare una filiera molisana della canapa, dal seme al prodotto finito a chilometro zero».

Ad oggi, però, solo 22 ettari sono stati coltivati a Canapa, perché?
«Per iniziare le sperimentazioni con semi di provenienza nordeuropea. In Molise, purtroppo, la canapa è scomparsa da molti anni e quindi non vi sono dati e informazioni utili per capire le migliori modalità di coltivazione rispetto al territorio in cui viviamo».

Dove si trovano questi terreni coltivati a Canapa?
«Si trovano tra Palata, Montenero di Bisaccia e Vasto. Un piccolo fazzoletto di terra che spero possa aumentare già dal prossimo anno».

Mediamente quanto produce un ettaro di canapa?
«Mediamente 115 quintali se la coltivazione è a fibra mentre, se è a seme tra i 3 e 12 quintali».

Quali i periodi di semina e di raccolta?
«Solitamente la semina avviene tra Marzo e Aprile. Di conseguenza la raccolta si differenzia in due distinti di periodi. Abitualmente da fine Luglio a Settembre. Ovvio, verrà raccolta prima la canapa seminata a marzo e successivamente quella coltivata ad aprile».

Come si inserirebbe la produzione di Canapa nello scenario agricolo regionale?
«In Molise vi sono oltre 200mila ettari abbandonati e la coltivazione della canapa potrebbe contribuire alla rinascita dell’agricoltura molisana e al ripopolamento del suo territorio. Vi sono delle culture quali il grano, girasole, barbabietola e fieno, ad esempio, che da troppo tempo non sono più in grado di offrire un ritorno economico al produttore. L’inserimento produttivo della canapa offrirebbe sia un ricambio, una rotazione produttiva ma anche ritorni economici più convenienti per tutti a patto che si crei un filiera»

Rinascita e tutela del territorio insieme a nuovi prodotti alimentari locali di alto valore nutrizionale, questo l’obiettivo?
«Sostanzialmente si. Abbiamo già avviato delle collaborazioni con aziende alimentari come oleifici, forni e pastai. Per cominciare la costruzione della filiera abbiamo effettuato i primi test su macchine di lavorazione che ci porteranno fra breve a costruire i nostri primi impianti».

Due livelli di filiera, uno agricolo e uno commerciale. Giusto?
«Certo, ma c’è anche un altro aspetto che vorrei evidenziare. All’interno dell’associazione c’è anche un settore scientifico adibito alla ricerca. In particolare Sativa Molise si fa portavoce del primo progetto open source di mappatura agronomica su modello GIS della Canapa in Italia».

Ci spieghi meglio questo aspetto
«Il sistema di georeferenziazione, ossia l’attribuzione a un dato di un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica, su cui si basa il GIS è oggi ampliamente impiegato nei più disparati ambiti di interesse. Ad esempio in agricoltura è usato per mappare specie di interesse agronomico o piante di particolare pregio o meglio nella gestione ed attuazione dei piani di lotta integrata. Le potenzialità sono molteplici e la costituzione di un sistema GIS per la Canapa, a nostro avviso, rappresenta il punto di partenza per creare una piattaforma nazionale che possa supportare gli agricoltori nelle corrette pratiche agronomiche. In futuro, tale sistema potrà essere ampliato per mettere in contatto, ad esempio, consumatori e produttori o agricoltori e trasformatori».

Alessandro Corroppoli

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Ventidue ettari di terreno che, tra 67 giorni, daranno alla ‘luce’ il primo raccolto di canapa interamente coltivato a Palata. E’ stata questa l’idea, decisamente fuori dal comune, di un imprenditore del paese bassomolisano che da qualche settimana ha avviato una vera e propria coltivazione industriale di canapa. I dettagli della produzione sono chiaramente leggibili sul sito internet sativamolise.com, che è anche il nome dell’associazione di promozione sociale apartitica, apolitica e aconfessionale, indipendente che non persegue finalità di lucro e che, anzi, si ispira ai principi dell’equità e della sostenibilità economica, sociale e ambientale credendo “che il rispetto e la tutela dell’ambiente naturale debbano essere, oggi più che mai, una priorità della vita di tutti noi. Pensiamo – scrivono i rappresentanti dell’associazione – che l’utilizzo consapevole delle risorse naturali rinnovabili in sostituzione di quelle non rinnovabili siano fondamentali per assicurare un futuro al nostro pianeta. La Cannabis Sativa, comunemente detta canapa, si configura come una coltura strategica a tal proposito. Infatti tra tutte è quella che può fornirci prodotti agricoli ad altissimo valore ambientale e nutrizionale”.

Fonte: Quotidiano Molise

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Il video realizzato da TG Molise, sull'associazione Sativa Molise e sulla coltivazione della canapa.

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