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Della canapa non si butta via niente è «il maiale vegetale» . Così Rosario Scotto, di origini siciliane ma molisano d’azione, presidente di Sativa Molise, un’associazione che riunisce aziende agricole e alimentari insieme a tecnici e imprenditori decisi a sperimentare la produttività della canapa nel territorio molisano. 22 ettari tra Palata, Montenero di Bisaccia e Vasto sono stati coltivati a canapa con semi di provenienza nordeuropea. « Questo è solo l’inizio di un progetto e di un’attività di sperimentazione la quale, mira alla rinascita dell’agricoltura molisana e al ripopolamento del suo territorio».
Abbiamo incontrato Rosario Scotto, giovane imprenditore agricolo residente a Palata. Con Scotto, presidente dell’associazione Sativa Molise, abbiamo parlato della coltivazione di canapa in Molise e della sua lavorazione e degli scenari futuri sotto il punto di vista imprenditoriale.

Presidente Scotto, cos’è Sativa Molise e perché è nata?
«Sativa Molise è nata da poco più di un anno ed è stata fondata da me e da altri tre giovani professionisti che credono nel rilancio della produzione della canapa in regione e nel resto del Paese. Io sono il presidente, Davide Petrollino è biotecnologo e vicepresidente, Marzio Ilario Fiore è imprenditore agricolo e tesoriere mentre Tarquinio Di Felice è un esperto in farine. Sativa Molise è un’associazione senza scopo di lucro che rappresenta alcune aziende agricole decise a introdurre canapa nelle loro coltivazioni. Queste imprese rendono oggi disponibili 2mila ettari in Molise e alcune centinaia di ettari in Abruzzo per realizzare una filiera molisana della canapa, dal seme al prodotto finito a chilometro zero».

Ad oggi, però, solo 22 ettari sono stati coltivati a Canapa, perché?
«Per iniziare le sperimentazioni con semi di provenienza nordeuropea. In Molise, purtroppo, la canapa è scomparsa da molti anni e quindi non vi sono dati e informazioni utili per capire le migliori modalità di coltivazione rispetto al territorio in cui viviamo».

Dove si trovano questi terreni coltivati a Canapa?
«Si trovano tra Palata, Montenero di Bisaccia e Vasto. Un piccolo fazzoletto di terra che spero possa aumentare già dal prossimo anno».

Mediamente quanto produce un ettaro di canapa?
«Mediamente 115 quintali se la coltivazione è a fibra mentre, se è a seme tra i 3 e 12 quintali».

Quali i periodi di semina e di raccolta?
«Solitamente la semina avviene tra Marzo e Aprile. Di conseguenza la raccolta si differenzia in due distinti di periodi. Abitualmente da fine Luglio a Settembre. Ovvio, verrà raccolta prima la canapa seminata a marzo e successivamente quella coltivata ad aprile».

Come si inserirebbe la produzione di Canapa nello scenario agricolo regionale?
«In Molise vi sono oltre 200mila ettari abbandonati e la coltivazione della canapa potrebbe contribuire alla rinascita dell’agricoltura molisana e al ripopolamento del suo territorio. Vi sono delle culture quali il grano, girasole, barbabietola e fieno, ad esempio, che da troppo tempo non sono più in grado di offrire un ritorno economico al produttore. L’inserimento produttivo della canapa offrirebbe sia un ricambio, una rotazione produttiva ma anche ritorni economici più convenienti per tutti a patto che si crei un filiera»

Rinascita e tutela del territorio insieme a nuovi prodotti alimentari locali di alto valore nutrizionale, questo l’obiettivo?
«Sostanzialmente si. Abbiamo già avviato delle collaborazioni con aziende alimentari come oleifici, forni e pastai. Per cominciare la costruzione della filiera abbiamo effettuato i primi test su macchine di lavorazione che ci porteranno fra breve a costruire i nostri primi impianti».

Due livelli di filiera, uno agricolo e uno commerciale. Giusto?
«Certo, ma c’è anche un altro aspetto che vorrei evidenziare. All’interno dell’associazione c’è anche un settore scientifico adibito alla ricerca. In particolare Sativa Molise si fa portavoce del primo progetto open source di mappatura agronomica su modello GIS della Canapa in Italia».

Ci spieghi meglio questo aspetto
«Il sistema di georeferenziazione, ossia l’attribuzione a un dato di un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica, su cui si basa il GIS è oggi ampliamente impiegato nei più disparati ambiti di interesse. Ad esempio in agricoltura è usato per mappare specie di interesse agronomico o piante di particolare pregio o meglio nella gestione ed attuazione dei piani di lotta integrata. Le potenzialità sono molteplici e la costituzione di un sistema GIS per la Canapa, a nostro avviso, rappresenta il punto di partenza per creare una piattaforma nazionale che possa supportare gli agricoltori nelle corrette pratiche agronomiche. In futuro, tale sistema potrà essere ampliato per mettere in contatto, ad esempio, consumatori e produttori o agricoltori e trasformatori».

Alessandro Corroppoli

Pubblicato in Rassegna Stampa

PALATA. Il countdown nella home page del sito web ufficiale segna 67 giorni alla trebbiatura e così, in Basso Molise si potrà avere il primo raccolto di canapa interamente coltivato a Palata in ben 22 ettari di terreno.

È questa l’idea rivoluzionaria di un imprenditore di Palata che da qualche settimana ha avviato una vera e propriacoltivazione industriale di canapa della quale ha raccolto interesse una notevole quantità di media nazionali e internazionali.

A intraprendere questo percorso è l’associazione Sativa Molise, un’associazione di promozione sociale apartitica, apolitica e aconfessionale, indipendente e che non persegue finalità di lucro. I principi ispiratori sono quelli di equità e di sostenibilità economica, sociale ed ambientale che crede “fortemente che il rispetto e la tutela dell’ambiente naturale debbano essere, oggi più che mai, una priorità nella vita di tutti noi”.

Dal proprio sito web (sativamolise.com) scrivono: “Pensiamo che l’utilizzo consapevole delle risorse naturali rinnovabili in sostituzione di quelle non rinnovabili siano fondamentali per assicurare un futuro al nostro pianeta. La Cannabis Sativa, comunemente detta canapa, si configura come una coltura strategica a tal proposito. Infatti tra tutte è quella che può fornirci prodotti agricoli ad altissimo valore ambientale e nutrizionale”; e così, a loro avviso, il tutto può essere “uno strumento vincente nel perseguire le nuove direttive comunitarie in materia di ambiente, agricoltura, salvaguardia del territorio, energie rinnovabili e  bioedilizia per citarne alcune”.

L’associazione promuove la canapa come risorsa ecologica nel settore dell’agricoltura, dell’energia, della bioedilizia, del tessile, della carta e di ogni altro possibile settore di applicazione cercando di scardinare i pregiudizi socio-culturali che si oppongono alla sua reale e massiva reintroduzione nel contesto Italiano.

“Siamo fortemente convinti – dichiarano – che la reintroduzione della canapa dipenda in parte dalla volontà politica e che in assenza di una filiera ben strutturata questa resterà solo una coltura marginale praticata da pochi appassionati sognatori. Per questo motivo ci facciamo promotori della creazione di una filiera che sia in grado di garantire il giusto riconoscimento economico ad agricoltori ed attori di filiera proteggendoli da vecchie logiche monopoliste e di sfruttamento che sono attualmente in atto su questa e tante altre nobili filiere agro-alimentari. Solo l’unione e la collaborazione possono rendere tutto ciò reale. Ci poniamo come punto di incontro, di aggregazione e di coordinamento di tutti coloro vogliano cimentarsi in questa sfida,che condividono questa visione e che vedono in tale coltura una grandiosa opportunità contro la crisi economica, sociale e morale che ci attanaglia”.

Nell’attuale annata agraria l’associazione ha seminato 22 ettari di canapa in Molise e Abruzzo nei comuni di Palata, Vasto, Montenero di Bisaccia, coinvolgendo cinque aziende che con grande spirito imprenditoriale e collaborativo hanno voluto da subito aderire ad un progetto ambizioso e non privo di rischi. “Tutti i nostri partner attuali – scrivono al proprio sito – sono aziende molisane di trasformazione agro-alimentare. Oleifici, mulini, forni, biscottifici, tarallifici e pastificitutti caratterizzati da una dimensione artigianale e da produzioni di qualità si sono messi in gioco e hanno condiviso conoscenze ed esperienze preziosissime”.

Fonte: www.termoliweb.it/155971/nuova-frontiera-per-lagricoltura-industriale-in-molise-si-coltiva-canapa

Pubblicato in Rassegna Stampa











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